Giardini botanici e Isole Borromeo: un viaggio tra fiori e arte lungo otto mesi


Posted on 26th April, by Villa Crespi in In Evidenza Home Page, territorio. No Comments

Giardini botanici e Isole Borromeo: un viaggio tra fiori e arte lungo otto mesi

La primavera è il periodo migliore per visitare gli splendidi giardini e le sontuose ville affacciate sul lago Maggiore, per una romantica passeggiata sulle rive del Lago d’Orta o per una giornata all’aria aperta sulle montagne dell’Ossola.

Dopo il tornado dello scorso agosto, che ne danneggiò alcune aree imponendo una chiusura anticipata e un enorme impegno per ripristinarne la vegetazione, Villa Taranto a Verbania rinascerà sabato 16 marzo e sarà visitabile fino al 3 novembre, tutti i giorni dalle ore 8.30 alle 18.30. Attrazione floreale per eccellenza del Lago Maggiore, racchiusi in un parco di 16 ettari, i giardini offrono ai visitatori 20.000 piante di valenza botanica, 80.000 bulbose in fiore e oltre 15.000 piantine di bordura che colorano le numerose aiuole.

Da marzo ad ottobre si alterna la fioritura di camelie, rododendri, tulipani e azalee. Spettacolari le vasche di ninfee e victoria amazzonica. Quest’anno, per celebrare la riapertura dopo il tornado, il FAI (Fondo Ambiente Italiano) ha inserito il parco tra le eccellenze nazionali coinvolte nella 21° Giornata di Primavera, che il 23 e 24 marzo permetterà a tutti di effettuare un’eccezionale visita – nel cuore della primavera – all’interno dei giardini. D’obbligo una visita anche durante la Settimana del Tulipano, dal 13 al 28 aprile, durante la quale un’esplosione di colori e profumi invade il parco di Villa Taranto, regalando ai visitatori un’esperienza sensoriale unica.

Da fine luglio ad ottobre le fioriture di Dalie coloreranno i viali dei giardini, grazie alla Mostra Permanente dedicata a questa meravigliosa bulbosa. Negli oltre 500 metri quadrati del Labirinto delle Dalie, all’interno del parco di Villa Taranto, da luglio a fine ottobre sarà allestita un’importante esposizione dedicata a questa pianta, che raccoglierà più di 1.500 esemplari di 350 varietà diverse, dando vita ad un colpo d’occhio mozzafiato che saprà colpire ed emozionare i visitatori per la bellezza dei colori e la particolarità delle forme e delle dimensioni. (info: www.villataranto.it)

Il 16 marzo riapriranno anche i giardini dei Domini Borromeo sull’Isola Madre e sull’Isola Bella, chiusi dallo scorso ottobre per garantire il riposo alle piante e per un intervento di straordinaria manutenzione.

Esploderanno i colori delle migliaia di bulbi di tulipano che i giardinieri di Casa Borromeo, hanno messo a dimora lo scorso autunno per colorare di infinite nuances i giardini rinascimentali dell’Isola Bella e quelli romantici dell’Isola Madre. Con i tulipani e i fiori di antica memoria, protagoniste saranno le azalee e rododendri arborei, presenti sull’Isola Madre, in varietà diversissime che qui hanno trovato l’habitatideale e che tappezzano di corolle gli spazi, ovunque si rivolga lo sguardo. Le Isole Borromee da sempre attraggono, con i loro tesori, un pubblico internazionale fatto anche di estimatori dell’arte pittorica. Infatti, nei palazzi dell’Isola Bella e dell’Isola Madre sono conservati oltre 2.000 dipinti. Da visitare sicuramente la Galleria dei Quadri, ospitata nel palazzo sull’Isola Bella, uno dei luoghi privilegiati per l’esposizione delle opere più importanti della raccolta Borromeo. Dopo essere stata chiusa per più di mezzo secolo, nel 2008 è stata riaperta al pubblico, al quale ora è consentito di visitare anche l’ala del palazzo in cui è inserita, che comprende alcuni camerini d’accesso riccamente decorati, la Sala del Trono e la Sala delle Regine. In quello che può essere considerato un vero e proprio museo del Barocco lombardo, sono esposti 130 quadri che vanno dai seguaci di Leonardo al pieno periodo barocco, con opere d’arte di primo piano e alcune copie da grandi maestri del passato che documentano il successo duraturo degli artisti più illustri (Raffaello, Correggio, Tiziano, Guido Reni). Tra le opere di rilievo, da citare quelle del Bergognone, del Boltraffio, Giampietrino.

Il Palazzo rimarrà aperto al pubblico tutti i giorni fino al 20 ottobre con orario continuato dalle 9 alle 17.30. Dal 21 ottobre al 3 novembre apertura speciale con orari ridotti.

Nella splendida Stresa da non perdere una visita al Parco della Villa Pallavicino che si estende su un’area di 20 ettari tra viali fioriti, alberi secolari, un meraviglioso giardino botanico e moltissimi animali, anche esotici. Villa Pallavicino fu costruita nella seconda metà dell’Ottocento secondo i canoni artistici e paesaggistici del tempo; nell’intento di preservare la spontaneità dell’ambiente naturale, la villa fu circondata da un grande giardino all’inglese. Gli odierni proprietari, i marchesi Pallavicino, acquistarono la proprietà nel 1862 arricchendola di serre e viali che oggi si estendono per sette chilometri.

Il parco di Villa Pallavicino non è un vero e proprio zoo, poiché la presenza degli animali è quasi naturale: essi si aggirano tra i boschi e corrono nei prati. I visitatori possono avvicinare i lama, le caprette tibetane e i daini. Nei pressi della romantica cascina Filippina regali pavoni, liberi nei prati, si lasciano ammirare con le loro magnifiche code. Non mancano animali insoliti per queste latitudini quali il canguro, la lontra, la zebra, l’alpaka e, tra i volatili, il calao e i pappagalli. Il parco è aperto tutti i giorni da metà marzo al 31 ottobre dalle ore 9 alle ore 18. Il Giardino Botanico Alpinia, situato a soli 300 mt. dalla fermata intermedia della stazione funiviaria di Alpino (funivia Stresa-Mottarone), riprenderà le attività con apertura da inizi aprile a ottobre tutti i giorni dalle ore 9.30 alle 18. Dedicato alla salvaguardia della flora alpina, questo magnifico giardino si estende su una superficie di circa 40.000 mq., ad un’altitudine che va dai 760 agli 810 metri s.l.m.. A renderlo ulteriormente speciale concorre il panorama mozzafiato che incanta ogni visitatore: lo sguardo accarezza il Golfo Borromeo e lo specchio celeste del Lago Maggiore, andandosi a perdere oltre il limite dell’orizzonte.





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