IL PALAZZOTTO DI ORTA SAN GIULIO


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IL PALAZZOTTO DI ORTA SAN GIULIO

Uno dei simboli della città di Orta San Giulio è senza ombra di dubbio il “Palazzotto”. Situato nell’area settentrionale della magnifica piazza Motta, quello che era il palazzo dell’universalità della riviera, è oggi il centro culturale della città, sede di mostre e degli eventi più importanti

La sua realizzazione nasce dalla necessità di dare una sede all’attività amministrativa della riviera di San Giulio. Nel 1219, anno in cui viene costituita la signora di San Giulio e viene data in dominio al Vescovo di Novara dall’imperatore ( in precedenza il vescovo ne era solo possessore e non ne esercitava potere politico), Orta diventa la capitale della così definita “riviera superiore”, allo stesso tempo Gozzano diventa capitale della” Riviera “inferiore . Diversi gli attuali comuni che potremmo identificare con la riviera superiore tra cui Pella, San Maurizio, Arola; Artò Centonara.

Si ree unque necessaria la realizzazione di uno stabile in cui venisse esercitata l’autorità politica amministrativa. Venne realizzata un edificio oggi individuabile alla salita della Motta. Con il passare dei secoli, questo stabile si deteriorò e si ravvisò la necessità di costruire un nuovo palazzo della comunità. Un palazzo dell’universalità della riviera. Un sistema organizzativo simile a quelle che sono oggi i consorzi o le comunità montane.

Quindi l’amministrazione doveva avere un ruolo di universalità del consiglio; consiglio che si riuniva a Orta tutti i mercoledì, la convocazione veniva sancita dal suono di una campana e i consiglieri ricevevano solo il compenso del pranzo pagato per quella giornata. La nuova struttura venne costruita nel 1582. Esiste ancora oggi nell’archivio storico diocesano a Novara il capitolato di costruzione, praticamente il contratto che fi fatto con i muratori che realizzarono la struttura. Altra particolarità da segnalare è che cosi come per altre opere realizzate nell’attuale Cusio, furono chiamati dei maestri lapicidi che arrivavano dal Lago di Lugano, più precisamente da Brusimpiano.

Il capitolato e del giugno 1582   in quell’atto si stabilì che il palazzo doveva essere ultimato entro la fine del 1582. Operazione che riuscì nonostante vi fu il cambiamento del calendario con l’entrata in vigore del calendario gregoriano che ridusse di 15 giorni la durata dell’anno.

Nel progetto era prevista la realizzazione  di un piccolo campanile proprio per poter svolgere la funzione di chiamata de consiglio, e quella posteriore adibita ad archivio, archivio che con il passare del tempo è stato molto depauperato, da un recente riordinamento dei documenti infatti, realizzata nella seconda metà degli anni 90 è possibile registrare come alcuni atti facessero riferimento a dei documenti che ad oggi non sono più presenti in archivio, questo perché molti chiedevano in prestito le carte e queste poi non venivano restituite.

Sulle pareti il palazzotto presenta gli stemmi dei vescovi affrescati  esternamente e aggiornati man mano che questi cambiavano. Presente anche il simbolo di Orta San Giulio e tre meridiane. All’interno come sfondo della sala del consiglio, fu fatto dipingere da Giacomo Filippo Monti, un affresco che rappresenta la Madonna con I santi Giulio e Francesco. Se è storicamente facile individuare le ragioni della presenza di San Giulio nell’affresco, è interessante scoprire le ragioni che hanno portato all’ inserimento della figura di San Francesco. San Francesco è identificato come patrono della riviera dopo la fondazione del Sacro Monte di Orta. L’atto di fondazione del Sacro Monte di Orta e uno dei primi atti redatti nel nuovo palazzo. Si tratta di una delibera del consiglio del 2 febbraio del 1583, la struttura era appena finita, e questa delibera stabilisce che la proprietà del Sacro Monte è della comunità di Orta, quindi di tutti i cittadini, e non del comune. Ecco le ragioni, dunque, del perché la figura di San Giulio viene affiancata quella di san Francesco.

La sua è una forma cosi definita dell’arengario, che ha nella parte inferiore il porticato per venire cioè incontro alle esigenze metereologiche, ma allo stesso tempo anche un valore simbolico. La casa della comunità deve essere ad un livello superiore, deve cioè elevarsi rispetto a tutte le fazioni. Il Palazzo dell’universalità della riviera rimane sede dello stato fino a quando il vescovo torinese Marco Aurelio Bertone, cede di sua Iniziativa, pur non avendone il diritto politico, riviera di Savoia in teoria avrebbe dovuto renderla all’ imperatore d’Austria.

Il congresso di Vienna, comprendendo che non era stata effettuata esatta transazione ridà la riviera alla Curia che dopo due anni ridiede la riviere ai Savoia. Il Palazzo restò sede del municipio di Orta fino al 1965. Il Palazzo è conosciuto anche come Broletto o Palazzotto, in quest’ultimo caso fu un nome attribuitogli durante l’epoca fascista.





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