Industrie e Antichi mestieri


Posted on 3rd August, by Hotel Villa Crespi in In Evidenza Home Page, territorio. No Comments

Industrie e Antichi mestieri

La valle Strona e il Cusio sono culla di un’antica tradizione nella lavorazione dei metalli.

Molti valstronesi si specializzarono nella lavorazione del ferro, dell’ottone e del peltro. I loro discendenti fondarono industrie di casalinghi di dimensione mondiale come Alessi, Bialetti, Calderoni, Grimi, Lagostina e Piazza. Oggetti provenienti da queste industrie sono esposti nel Museo Arti e Industria Forum di Omegna nato su una parte del terreno che occupava l’acciaieria Cobianchi. Anche le origini del dinamico distretto del rubinetto, la cui storia ed evoluzione è illustrata nel Museo del rubinetto e della sua tecnologia a San Maurizio d’Opaglio, vanno cercate nell’incontro tra l’esperienza secolare dei campanari di Valduggia e quella degli ottonai del Cusio. La valle Strona generò numerosi geniali inventori. I fratelli Guglielminetti idearono una speciale borraccia adottata dalle forze armate di vari paesi.

A Sambughetto venne inventata la sesula, una pala di legno per sgomberare le strade dalla neve. Baldassarre Cane fu inventore del sifone da seltz. Il primo tornio idraulico fu costruito segretamente da Gaudenzio Piana, che ne aveva visto un esemplare nel carcere di Genova dopo i moti del 1849; svelato il mistero, i suoi compaesani riempirono la valle di torni idraulici e trasferirono l’attività anche a Pettenasco. La struttura che ospita il Museo Etnografico e dell’Artigianato della Valle Strona è la vecchia Torneria Martinoli dove si ammirano macchinari originali e numerosi oggetti in legno tornito. Il Museo dell’Arte della Tornitura del Legno si trova invece in una delle “fabbriche” di Pettenasco dove gli artigiani tornitori (in dialetto gratagamul) davano vita a oggetti di uso domestico (famosi i cucchiai di legno), e a realizzazioni artistiche di pregio.

Il granito di Alzo era considerato il migliore d’Europa e fu largamente utilizzato dalla metà dell’Ottocento alla metà del Novecento. Il Museo degli scalpellini di Boleto ricorda le fatiche di quanti lavorarono nelle cave sulla rupe della Madonna del Sasso. Verso il 1800 Egidio Forni e lo zio Francesco Rampone di Quarna Sotto appresero a Milano il mestiere di flautaio. Il nipote Agostino Rampone conobbe l’inventore del saxofono, Adolph Sax, e fondò un’azienda che trasferì la sua produzione a Quarna Sotto, dove costruisce ancora oggi eccellenti strumenti a fiato; i vecchi metodi di lavorazione sono documentati nel Museo etnografico e dello strumento musicale a fiato di Quarna. Il territorio del Vergante si specializzò nella confezione di ombrelli. Gli ombrellai erano artigiani itineranti che riparavano e costruivano parasole e parapioggia. Avevano un gergo segreto, il tarusc, per scambiarsi informazioni in mezzo a sconosciuti senza timore di essere compresi.

Il Museo dell’ombrello e del parasole di Gignese è l’unico al mondo dedicato a questo tema. Legato alla tradizionale attività di caseificazione che ancora oggi vanta rinomati formaggi è il Museo della latteria di Casale Corte Cerro. Sin dal Cinquecento, infine, i cusiani erano impiegati come osti nelle principali città del tempo, Roma e Madrid. Il Museo degli Alberghieri di Armeno, forse meglio definito come Luogo della Memoria, è una raccolta unica al mondo in cui gli alberghieri, semplici cuochi e grandi chef, sconosciuti camerieri e commis hanno, quasi con sacralità, portato ricordi e spezzoni di vita raccolti nel loro girovagare per il mondo. Una tradizione continuata nei secoli, che vede i cusiani in prima linea nella costruzione del moderno mestiere alberghiero.





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