MADONNA DEL SASSO


Posted on 26th July, by Hotel Villa Crespi in In Evidenza Home Page, territorio. No Comments

MADONNA DEL SASSO

Il santuario della Madonna del Sasso di Boleto sorge su uno sperone granitico sovrastante il Lago d’Orta sulla riva opposta a quella di Orta San Giulio a 683 m. di altezza, nel comune omonimo che assume il nome di Madonna del Sasso nel 1928 riunendo le fazioni si Artò, Boleto, Centonara e Piana dei Monti.

Dal piazzale antistante la chiesa, detto il “Balcone del Cusio”, si gode una spettacolare vista su tutto il lago, il Mottarone, le Alpi, la pianura verso Novara e le prealpi verso la Liguria nelle giornate più limpide.

Il territorio comunale è sovrastato dai monti Briasco e Avigno con altimetria variabile, che colloca il sito nella cosiddetta “terra di mezzo”, cioè ne propriamente in montagna ma neppure in collina. Qui alle falde del monte Avigno in origine sorgeva una cappella dedicata alla Madonna Addolorata, risalente probabilmente al 1500. Nel piazzale antistante la cappella, denominato “il Prato della Tela”, durante giornate calde e soleggiate era in uso che le donne vi si recassero a candeggiare la tela fatta in casa. In seguito alle molte grazie avvenute, la fama del luogo crebbe ed al posto della Cappelletta venne edificata una prima chiesa, la quale, in una nicchia nella sacrestia, custodiva una statuetta della Madonna del Rosario ritenuta Miracolosa. L’attuale complesso sacro costituito dalla chiesa, dalla torre Campanaria e dalla casa parrocchiale, fu voluto nel 1706 dal boletese Pietro Paolo Minola, che, in seguito ad una grazia ricevuta dalla Madonna, decise di far costruire a sue spese un nuovo santuario, in sostituzione del precedente.

I lavori iniziarono verso il 1725 e grazie anche al contributo degli abitanti di Boleto furono terminati invece nel 1760 e il complesso fu consacrato nel 1771 dal vescovo di Novara. La chiesa è a croce greca in stile barocco con due altari laterali; le architetture e gli affreschi sono opera del pittore-architetto valsesiano Lorenzo Peracino. La pala d’altare appartenente al vecchio santuario, è una tavola del pittore cinquecentesco Fermo Stella da Caravaggio, rappresentante la Pietà. Nel 1998, in occasione dei 250 anni della costruzione, l’intero complesso e stato completamente restaurato.

Le frazioni di Artò, Boleto, Centonara e Piana dei Monti, esistevano con certezza già verso l’anno mille, facendo parte del feudo vescovile di Novara, come tutta la riviera del Lago, gli abitanti di questi luoghi raccoglievano il fieno, coltivavano la vite, gli ortaggi e le patate e producevano olio e noci. La crescita del fieno rallentata dal clima consentiva solo due tagli l’anno. Per sopperire a questa carenza si raccoglieva il fogliame e, dopo averlo fatto seccare, si dava in pasto a capre, pecore e mucche e dal latte di queste ultime si producevano burro e formaggio. Il Boscaiolo, l’intrecciatore di gerle e gli osti erano i mestieri più frequenti degli abitanti. Ma dalla metà del 1800 fino a metà del 1900 l’attività principale divenne quella dello scalpellino. A seguito di ricerche per valutare la qualità della roccia, si avviarono infatti diverse cave per l’estrazione del granito alle pendici del Santuario della Madonna del Sasso. I lavoratori addetti alle cave fino al primo conflitto mondiale erano cica 3.000. In seguito, sia per la crisi del mercato che per la battaglia ingaggiata dal Sindaco di Boleto che vide nel proseguo delle escavazioni la messa in pericolo del Santuario, il loro numero diminuì. Nel 1923 il prefetto di Novara limitò l’utilizzo degli esplosivi, costringendo a diminuire ulteriormente le lavorazioni. L’attività cessò definitivamente nel 1960.

E a Boleto oltre al Santuario, che si trova anche il museo dello Scalpellino, dedicato al mestiere che nell’Ottocento, divenne uno dei più diffusi della zona, visitabile gratuitamente nei mesi estivi il sabato, la domenica e i giorni festivi dalle ore 14.30 alle ore 18.30.





Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *



La Nostra Filosofia

...il Mediterraneo, in visita al lago, s'innamorò delle Alpi e decise di portar loro in dote i suoi preziosi sapori... Antonino Cannavacciuolo Grand Chef Relais & Chateaux

La fondazione Calderara: il museo d’arte sul lago d’Orta

La fondazione Calderara nacque il 10 gennaio 1979 per volontà del pittore Antonio Calderara che già ancora quando era in vita decise di aprire...

Il gorgonzola novarese

Il formaggio Gorgonzola è sicuramente ciò che possiamo definire “orgoglio Italiano”; un prodotto d’eccellenza con una forte identità culturale, tipico del nord, riconosciuto dall’Unione...

Il cachemire e il tessile attorno al lago d’Orta

Nella zona della Valsesia sono numerose le aziende specializzate nel cachemire e nei tessuti di lusso. A guidare queste realtà un unico denominatore comune:...

Laveno e il suo presepe sommerso

Nel comune di Laveno Mombello, situato in un’insenatura del Lago Maggiore con vista suggestiva sulle isole Borromee e sull’intera catena del Monte Rosa, è...

La montagna tra i due laghi: il Mottarone

Con i suoi 1.491 metri d’altitudine, il Mottarone divide il Lago d’Orta dal Lago Maggiore ed è per questo conosciuto come la montagna dei...

Villa Crespi in GQ Usa

A member of Relais & Chateaux, Villa Crespi is so much more than a luxury hotel lying above Orta, the most romantic of all...

La grappa novarese

Presso il Relais et Chateaux Villa Crespi organizziamo visite private e per piccoli gruppi alla Casa Francoli di Ghemme, per far conoscere ai nostri...